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ALTA MODA ROMA / AUTUNNO-INVERNO 2001-2002
Psichedeliche e aggressive
Ma anche anche vestite di cristallo o in abiti che si ispirano alla tradizione indiana. Sono le bellissime donne che hanno sfilato sulle passerelle romane

di Eleonora Attolico

Dopo la brillante settimana parigina anche Roma ha avuto diritto alla sua kermesse dell’Alta Moda. L’“Espressonline” ha seguito e scelto alcune Maison considerate tra le migliori per eleganza, gusto e ricerca sartoriale, tralasciandone altre più attente a farsi pubblicità che a presentare capi di Alta Moda.Tra le passerelle più interessanti si possono citare quelle di Sarli, Gattinoni, Balestra, Curiel, Coretti e Furstenberg.

Neanche quest’anno Roma ha voluto rinunciare alla sfilata televisiva “Donna sotto le Stelle”di piazza di Spagna. Forse questa volta se ne poteva fare a meno visto che ha stufato un po’ tutti. Più dinamiche e innovative le mostre parallele, come quella trasgressiva e hot della fotografa olandese Wendelien Daan o quella più tradizionale, ma molto chic, delle Scuderie di Palazzo Ruspoli dedicata ai vestiti d’epoca con le creazioni di Emilio Pucci, delle Sorelle Fontana e di Valentino prestati personalmente da Marella Agnelli. Ecco dunque una panoramica su sfilate e suggestioni, in pratica su quanto di meglio è stato presentato a Roma

Fausto Sarli. Un omaggio a Twiggy, la famosa modella degli anni Sessanta ma rivisitata e corretta. È stata questa la ragazza-icona di Fausto Sarli che ha giocato la sua collezione sui grafismi psichedelici, sulle geometrie, sul mischiare materiali diversissimi come il vinile e la lana o il mohair. Le sue modelle hanno i capelli tagliati a caschetto come i Beatles prima maniera, indossano cappe a piramide, sono simili a eleganti fuscelli dalle gambe sottili e ricoperte da spessi collant colorati.

Gattinoni. È stata una delle più belle sfilate della settimana anche se funestata dalla pioggia che si è abbattuta sul ninfeo di Valle Giulia. Ma la maggioranza degli invitati è rimasta seduta nonostante le intemperie. Guillermo Mariotto, stilista a capo dell’atelier Gattinoni, ha presentato una collezione basata sulla pelle trasformata e rilavorata ma sono stati applauditi (e bagnati) i corpetti, le ampie gonne di tulle, i motivi rigati e i cappotti damascati e lavoratissimi vagamente arabeggianti.

Renato Balestra. È il fuoco il filo conduttore della sfilata di Renato Balestra che ha presentato abiti neri tempestati, decorati e ricamati con le fiamme. Molti anche gli abiti neri con la rosa rossa da Carmen post-moderna. Lo stilista romano ha voluto rendere omaggio ad una donna forte e aggressiva che, è il caso di dirlo, non ha paura di giocare con il fuoco. Chiude la sfilata la sposa in nero con un vestito ricoperto di cristalli Swarovsky.

Raffaella Curiel. Torna alle origini Raffaella Curiel e riscopre i suoi “ Curiellini”, quegli abiti passepartout lunghi al ginocchio, arricciati da un lato, da indossare al solito cocktail o per un pomeriggio alle aste di Christie’s. La stilista milanese presenta una collezione giocata sul verde muschio e sul grigio, i tailleur sono di lana o di tweed, gli abiti da sera sono ricamati e ricercati.

Marco Coretti. Il giovane stilista romano conferma il suo talento meritando di sfilare a pieno titolo accanto ai grandi. Questa volta Coretti ha organizzato una presentazione alla Galleria Nazionale di Arte Moderna presentando abiti ispirati all’arte di Giuseppe Capogrossi, l’artista famoso per il suo pettine a tridente. Così i vestiti di Marco Coretti, neri e scivolati presentano magari anche con una certa discrezione quella magnifica ossessione di Capogrossi. Per il prossimo autunno ci saranno anche una serie di abiti neri trattenuti in vita da cinture di pelle importanti che di sicuro piacerebbero al collega transalpino Jean Paul Gaultier.

Egon Furstenberg. Il principe-stilista reduce da un viaggio in India ha costruito una collezione coloratissima con svariate giacche indiane ma anche tanti pantaloni perché, come spiega lui stesso nel backstage, «Le donne laggiù indossano solo sahri e pantaloni». Per la sera non mancano abiti dalle gonne di taffetà e top ricamati di motivi geometrici. Chiude nella migliore tradizionale un bell’abito da sposa, per la verità molto poco etnico.

(26/luglio/2001)

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