LONDON FASHION WEEK, AUTUNNO INVERNO 2001-2002 / FAKE LONDON
Comè sexy la Cool Britannia
Il casual superchic delle strade londinesi. Vintage, Union Jack e Principe di Galles: così la spagnola Desiree Mejer prende in giro il Made in Britain
di Annalisa Piras

Una cartolina da Londra, finta come Carnaby Street, gli anni Sessanta, la Union Jack, il Principe di Galles, le micro-mini di Mary Quant, i parkas oversize dei Mod, i capelli da rastafarian di Notting Hill. Frullate il tutto con grande gusto, irresistibile ironia, indubbia creatività: il risultato è Fake London, una delle collezioni più divertenti e acclamate della London Fashion Week.
Ci voleva una fascinosa e colta spagnola di Cadice per riuscire nella "destrutturazione" del Made in Britain e delle icone della Cool Britannia. E Desiree Mejer ha fatto centro. La sua sfilata a Notting Hill è stata uno degli eventi più glamourous della settimana. Nella grande hall del palazzetto municipale del quartiere, tra stucchi, ori e lampadari di cristallo, Fake London ha coinvolto la folla di invitati e Vip in una presa in giro del nazionalismo inglese, obbligando gli ospiti a mettersi al collo una rosetta rossa bianca e blu con al centro un cane da caccia inglese.
La collezione, solo di streetwear, casual superchic, ha incarnato il puro spirito della moda londinese contemporanea, fatto di vintage e sofisticate rielaborazioni di classici. Belle le pelliccie, bellissimi i parkas, tutti stampati in principe di Galles, con grandi Union Jack appena evocate sul dorso (nei parkas da un leggero intarsio di stoffa).
Sexy i maglioni di cachemire riciclato, trade mark di Fake London, con caroselli variopinti di ricami e sovrapposizioni di materiali. Le microscopiche mini alternavano lo stile punk, in nero con cerniere rosse, alle nostalgie anni Sessanta in colori caramella. I pantaloni, tutti rigorosamente a vita bassa e aderentissimi, combinavano il blue navvy allo stampato mimetico, in ossequio al trionfo dello stile militare. In prima fila, e in passerella, il meglio delle ragazze della Londra bene: tra le altre anche la mondanissima Tara Palmer-Tomkinson. Anche perché gran parte delle indossatrici e degli indossatori sono amici della stilista spagnola, celebre protagonista del sofisticato milieu artistico-trendy della capitale inglese. Una reputazione in ascesa sia artisticamente che commercialmente.
Fake London continua ad espandersi in gamma, accessori e sulla scena internazionale. La Tate Britain ha persino chiesto alla stilista spagnola di creare una t-shirt in occasione della mostra su Wiliam Blake. Detto, fatto: la maglietta creata da Desiree, Fake Blake, è andata a ruba.
(28/febbraio/2001)
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