LONDRA, PRET A PORTER, PRIMAVERA ESTATE 2003
Nude sotto l'ombrellone
Sensuale, allegra, scanzonata. E senza veli. Così, secondo le passerelle londinesi, sarà la moda dellestate 2003. Cliccare per credere
di Eleonora Attolico

Per pura cortesia nei confronti di New York presa dalle tristi ricorrenze dell11 settembre, la kermesse del pret à porter primavera-estate 2003 comincia da Londra. Tra i big in passerella nella capitale inglese cè da sottolineare la performance di Paul Smith. Lo stilista gode di ottima fama anche qui da noi in Italia e, per la prossima primavera, immagina una donna volubile: dominatrice, romantica, formale e addirittura grunge. Tutto dipende dalle circostanze. Si va dalle T-shirt alla Man Ray ai gilet borchiati, ai vestiti anni 50. Smith ripropone inoltre la gonna-cravatta. Ma lidea non è nuovissima, visto che Jean Paul Gaultier ne aveva fatto il cavallo di battaglia per la collezione di Alta Moda primavera-estate 2002.
Altro stilista inglese un po copione è Julien McDonald, attualmente anche direttore creativo di Givenchy. Ebbene, per la prossima primavera si è ispirato a Donatella Versace, rubandole il vestito jungle fever, quello stampato a motivi tropicali. Per presentare la collezione McDonald ha arruolato Naomi Campbell. La Venere nera era avvolta in una maxi-rete bianca ma ha mostrato pure, in unaltra uscita, un bikini dai colori fluo. Lidea guida della collezione è basata su una femmina sexy che si veste per divertirsi e non certo per andare in ufficio la mattina. Burberry, invece, questa volta ha presentato una mostra statica dove si è notata la gonna da guerra (in cotone e a portafoglio) mentre Jasper Conran ha puntato su gonne a tubino e abiti a bustino per la sera.
Tra i talenti emergenti, ecco invece la giovane greca Sophia Kokosalaki, che si diverte a mischiare Atene e Londra. Così le sue muse indossano tunichette-pepli corte e sexy, top pieghettati che fasciano il busto e magari lo svelano con profondi decolleté. La sua tavolozza va dal blu allocra, al beige al nero con punte di arancio. La sfilata è stata un successo, tanto che la Kokosalaki potrebbe addirittura, secondo Milano Finanza, ripetere gli exploit internazionali di John Galliano e di Alexander McQueen. Ad ammirare il suo lavoro si notavano Suzy Menkes dellInternational Herald Tribune e Anna Wintour di Vogue America.
Altro personaggio da tenere docchio è Julie Verhoeven, che disegna per la griffe italiana Gibo, una linea fresca fatte di giacche caleidoscopiche. La Verhoeven ha collaborato in passato con Marc Jacobs da Vuitton e con Cacharel, ed è conosciuta per i disegni pop-psicheledici. Sempre sullonda della fantasia concedete un ultimo clic a Fake London, la griffe creata da Desiree Mejer: vi troverete un diluvio di cappelli, shorts e bizzarre collane. Buon divertimento.
(17/ottobre/2002)
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