MILANO, PRET A PORTER AUTUNNO-INVERNO 2002-2003 / PRADA, ANNA MOLINARI, EXTE
Principesse da boudoir
Prada abbandona il minimalismo e punta sul sexy. Anna Molinari rende omaggio alla nobile Anastasia. Exté lancia lo street à porter... Tutte le foto dalle sfilate di Milano
di Eleonora Attolico

Cambiare il proprio credo spesso è unarma a doppio taglio, un boomerang che si ritorce contro. E successo proprio questo a Miuccia Prada, che abbandona le sue ragazzine minimaliste per esaltare le sexy-lady. Ma il tentativo fallisce, perché le modelle non hanno nulla di piccante, se non qualche stivale dal tacco alto e qualche gonna fasciante. Limpressione è quella di veder sfilare tante donnette da boudoir, ragazze di vita un po disgraziate avvolte in baby doll dai colori sgargianti (importabili). Ogni tanto, per uscire di notte, si bardano con impermeabili trasparenti, bluse dalle maniche a palloncino e scarpe dal decolleté vertiginoso.
La stilista milanese propone anche qualche abito di filo dargento che non esalta la figura femminile. Sotto braccio le varie Erin e Carmen Kass ostentano borsette-pochette rettangolari. La bella Eva Herzigova ha laria di un pesce fuor dacqua e colmo dei colmi, sembra piatta nella sua canottiera-body
proprio lei che ha un seno da un milione di dollari.
Sulla passerella di Anna Molinari si mandano in passerelle le principesse russe un po decadute. La sfilata è ispirata ad Anastasia, la figlia dello Zar Nicola II, che, secondo la leggenda, sarebbe stata lunica a salvarsi dalla strage della famiglia reale russa. Così Rossella Tarabini, la figlia di Anna Molinari, che da qualche anno disegna la griffe della madre, ha scritto le sue istruzioni alle modelle. Si legge infatti nel backstage: «Siete delle eccentriche principesse russe ma siete anche ragazzacce, non siate modelle ma rivoluzionarie, siate toste ma anche poetiche». Così sfilano tante gonnone larghe verde menta o rosa antico a cui si sovrappongono redingote. I tessuti sono come sgualciti, si passa dalla seta al cashmere, al cotone, ai rasi pesanti e leggeri. Più che a delle principesse si pensa alle matrioske, quelle bambole di legno russe grassottelle. Il tutto è miscelato con una certa allegria e, tutto sommato, ci voleva in questi tempi un po cupi.
Non la pensano così da Exté, dove invece domina il nero. Qui il pool di stilisti che disegna la collezione esalta lo street à porter, la moda della strada. Le mannequin entrano in passerella con una bottiglietta dacqua in mano o con la sigaretta in bocca (ma non cera la campagna anti-fumo?). Sono aggressive nei loro giubbotti di pelle nera da motociclista, avvolte in pantaloni baggies, piuttosto larghi e poco donanti. Gli stivali sono arricciati alla caviglia. Per la sera invece si trasformano e diventano ragazze sexy e vagamente sado-maso. Puntano tutto sulla seduzione, e ci riescono grazie ad alcuni strepitosi vestiti neri fascianti e completamente nudi sulla schiena. Faranno strage di uomini perché, si sa, la schiena scoperta è unarma di seduzione quasi infallibile
(04/marzo/2002)
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