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MILANO SFILATE / LE NOVITÀ PER L’UOMO 2001
Maschio e me ne vanto
Country. In divisa da manager. O trasgressivo. Gli stilisti accontentano tutti. Con classe...
di Roberta Filippini


Maschio, che si senta un apollo o un gentiluomo di campagna, che preferisca il jeans o il gessato, che sia ricco davvero o sembri tale, purché sia maschio. Le passerelle di Milano Moda Uomo hanno una volta per tutte spazzato via tanta ambiguità, hanno fatto finalmente sognare le signore e hanno deluso i più resistenti fashion victim che gridano allo scandalo di una moda maschile che torna prepotentemente alla virilità a costo di tralasciare gli eccessi della tanto adorata e rincorsa provocazione.

Il duro in divisa
Piace come è sempre piaciuto. Sarà per quell’aria maschia da soldato, sarà perché l’uniforme fa risaltare altre doti di individualismo, più sottile e ricercato, il genere militare è tornato di moda. Perfino Giorgio Armani ha portato in scena una vaga aria da divisa per indicare un nuovo ordine che prevede perfino camicia smagliante e cravatta. Con il soldatino infreddolito nella cappa-pastrano da prima guerra mondiale ha giocato il minimalismo di Miu Miu. Con l’ufficiale gentiluomo ha sfilato Costume National che gli ha fatto annodare il colletto come una romantica bandana. Trussardi ha creato i pantaloni da sbarco in raffinato camoscio e Fendi ha usato e abusato di verde militare, caki e fango, per calzoni che piacerebbero ai moderni fanti e per lussuosi trench. Ai giovani modelli, mai così maschi come stavolta, la griffe Jil Sander ha fatto indossare i pantaloni con l’orlo infilato nei costosi anfibi di cuoio, per un effetto alla zuava. John Richmond preferisce invece la stella rossa del soldato d’oltrecortina e provoca con falce e martello. D&G ha rifatto per i giovanissimi i giubbotti da cadetto militare stile Michael Jackson.

L’esordiente netcomm
Attenzione alla seconda emme: è il commendatore della net-economy, tanto diverso dal “cummenda” di una volta, tanto più raffinato e giovane. Che sia un borghese di attitudine bohémien o un professionista che fa il playboy solo nel tempo libero, è alla sua eleganza che si sono dedicati in molti. Nino Cerruti lo ha vestito con un completo in tessuto visone-cachemire e con uno smoking chiamato “urbano”, quasi fosse possibile indossarlo a tutte le ore del giorno, magari con un poncho di capra montanara. Tom Ford lo ha visto nei panni rilassati e senza eccessi del giovane che preferisce l’accoppiata jeans e giubbotto con capi di pelle nera, ma spende anche un occhio della testa per raffinati cappottoni a martingala e tuxedo in raso grigio perla. Dolce & Gabbana, sicuri che la new economy non imponga più la grisaglia al manager, lo hanno vestito in gessato ma con appuntite scarpe bianche. Il loro uomo-immagine ha comunque tanti soldi che può permettersi un blouson ricamato a punto maglia e foderato di visone dal costo di svariate decine di milioni. Etro invece lo vuole più “fusion”: il suo giovane professionista è interessato agli incontri con le varie classi sociali e va a fare la spesa al supermercato anche per conoscere stili diversi e costruire un look da melting pot.

L’apollo seduttore
Si sente esageratamente adone l’uomo di Versace che osa il ciuffo ossigenato e il completo di cachemire panna con giacca di pelliccia, inserti d’oro, scarpe di lucertola con greca applicata sul tacco. I suoi jeans sono perfettamente stirati e il suo giubbotto non può essere che di visone. Meno isolato nella contemplazione di sé, ma sempre lussuoso seduttore, il maschio di Valentino in abiti di velluto marrone lavorati a effetto optical art o in giacca profilata di visone con cravatta della stessa preziosa pelliccia.

Il nomade moderno
È un gitano dal travolgente fascino slavo il giovane che viene proposto da GFF. Ferrè lo ha voluto vestito in calzoni di panno nero, bisaggia, bandoliera di pelle ma anche camicia di pizzo nero aperta sul petto guarnito di monili. È uno scanzonato viaggiatore alla Easy Rider il giovanotto di Roberto Cavalli, meno provocatorio e ambiguo, più maschio seduttore sulla Ducati tutta pelliccia e lustrini. Ha come patria il mondo nel suo insieme anche l’uomo lanciato da Issey Miyake per il quale Naoki Takizawa ha pensato perfino una giacca a vento imbottita a spunzoni tridimensionali.

(18/gennaio/2001)

LE SFILATE MILANESI
.. Maschio e me ne vanto
. I numeri dello show
. Ecco il bello della passerella
. Che gran talenti, me li voglio accaparrare

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