PARIGI ALTA MODA, PRIMAVERA-ESTATE 2001 / DIOR
In passerella cè Wonder Woman
A metà strada tra la Jane di Tarzan e leroina dei fumetti americani. Con un pizzico di casalinga annoiata. Ma sempre eccessiva, provocatoria, sensuale. Ecco la donna disegnata da Galliano
di Eleonora Attolico

Al fuoco, al fuoco! Brucia Christian Dior! Si infiamma la sigla CD della Maison proiettata sugli schermi mentre, tra tuoni e fulmini, inizia la sfilata di John Galliano. Siamo all'Ecole Nationale des Beaux Arts, a pochi passi dalla chiesa di Saint Germain des Prés. Nel cortile settecentesco è posteggiata la Cadillac di "Monsieur Galliano": lunghissima, a forma di supposta, rosa confetto, targata California, con mille graffiti azzurri spruzzati con lo spray. Sembra uscita da un fumetto anni Sessanta. E guarda caso, questa sfilata-evento di Christian Dior prende spunto proprio dalle strisce di Wonder Woman e della Donna Ragno.
Ma procediamo con ordine. La passerella è un lungo specchio di oltre quaranta metri di lunghezza, dove usciranno "en travesti" le varie Alek Wek e Carmen Kass. John Galliano sembra matto, ma in realtà è uno stilista molto organizzato. La sua sfilata l'ha strutturata come un ragioniere, dividendola in quattro sezioni ben precise. Prima escono le segretarie occhialute in guepière. Per loro il designer ha voluto un total look nero composto da gonne di tulle stretch aderenti e giacchette strette in vita. Sono le classiche "gatte morte" dall'apparenza seria che invece fanno impazzire gli uomini. E i maschi, quasi per sfinimento, finiscono per cedere.
Ma la segreteria dagli occhialini neri rettangolari, immancabilmente si fa sposare. E passa dalla scrivania alla cucina senza colpo ferire: si appunta in testa i bigodini, cura le piante del giardino, beve il tè con le amiche e annaffia il tutto con gin-tonic. E' annoiata, e finisce per esagerare in tutto. Così Galliano le disegna una serie di giganteschi abiti di organza di seta rinforzati da metri di tulle. Sono degli assurdi abitoni a campana, importabili, che hanno lasciato di stucco anche Suzy Menkes, la redattrice dell'International Herald Tribune. Che scrive: «Per quanto si possa ammirare il lavoro sartoriale dell'atelier Dior, si avverte il senso del ridicolo».
La terza serie invece si rifà più direttamente alle donne dei fumetti con la Wonder Woman in bomber di jeans ricamato e costellato di spille-badges. E' aggressiva e sexy nelle sue calze a rete dai rombi giganteschi (in questo Galliano conferma la tendenza del pret à porter primavera-estate 2001). Poi la ragazza torna a essere una guerriera primitiva, proprio come Jane, la fidanzata di Tarzan. Spunta il mimetico nei top e negli spolverini, ma soprattutto si fa una scorpacciata di camoscio per mantelli e cappe. Tra uno scudo e una coda di volpe si intravedono gli abiti da sera in satin di seta color zafferano, fango e bordeaux, che vengono dalla terra e dal fuoco.
Nel parterre si nota Liv Tyler insieme al fidanzato, la rockstar Royston Langdon. E' bellissima e molto semplice: coda di cavallo e cappottino bianco. Lei con la segretaria, la casalinga, la Wonder Woman e la primitiva Jane firmate Galliano proprio non ha niente da spartire.
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