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ROMA, ALTA MODA AUTUNNO-INVERNO 2002-2003
Sei guerriera o ermafrodita?
I gioielli aggressivi di Grimaldi & Giardina. I tailleur in pelle di Gattinoni. Le provocazioni di Eva Robins… Foto e notizie dalle passerelle romane

di Eleonora Attolico



Si spengono le luci della Haute Couture parigina e comincia l’Alta Moda di Roma. Questa volta, la kermesse capitolina è stata molto più effervescente degli altri anni. I motivi sono intuibili: la location prescelta ovvero il nuovo Auditorium di Renzo Piano e lo sforzo delle istituzioni: Comune, Regione e Camera della Moda hanno cercato di fare del loro meglio. La loro speranza è evidente: convincere in un futuro prossimo i grandi stilisti come Valentino e Versace a tornare a sfilare in città e conseguentemente trascinare dietro di loro buona parte della stampa internazionale.

In effetti la scelta dell’Auditorium di Renzo Piano ha dato subito un impulso “glamour” alla manifestazione e questo a prescindere dalla qualità dei singoli stilisti. Il vice-sindaco Enrico Gasbarra è riuscito inoltre in una missione impossibile : coinvolgere la direttrice di “Vogue Italia”, la poco affabile Franca Sozzani che da anni latitava dall’Alta Moda di Roma. Per farla venire il Comune le ha messo a disposizione il Vittoriano e una mostra tutta dedicata alla sue copertine firmate da grandi fotografi come Steven Meisel. Una specie di glorificazione dei suoi anni a capo di “Vogue Italia”. Ma l’expo del magazine patinato (c’erano Naomi Campbell ed Eva Herzigova) non è stato l’unico evento della settimana romana. Anche Giorgio Armani ha fatto uno sforzo inaugurando la nuova boutique “Armani Jeans” in via Tomacelli con un grande party a base di vodka-tonic e la partecipazione di personaggi del calibro di Sophia Loren e Gabriele Muccino in genere poco presenti nel giro dell’Alta Moda romana.

Ma veniamo al sodo. Come sono andate le sfilate? Come al solito si è visto del buono e del pessimo. I nomi che valgono sono sempre gli stessi. Gattinoni ha presentato una serie di tailleur-pantaloni in pelle di anguilla ma purtroppo ha avuto il cattivo gusto di far sfilare la soubrette Nina Moric al nono mese di gravidanza, una forzatura inutile che ha solo sminuito l’ottima qualità della collezione. Come al solito Fausto Sarli ha dato lezioni di couture e davvero non si capisce perché sia stato escluso dalla trasmissione di Canale 5 “Donna sotto le Stelle”. Lo stilista napoletano ci ha presentato una donna Settecentesca con marsine e cappe di grande sartorialità. Il milanese Lorenzo Riva, a sua volta, è stato tra i grandi della settimana con splendidi vestiti lunghi scivolati.

Tra i giovani designer continua a dare ottime prove Marco Coretti che in soli 17 pezzi ha fatto vedere tailleur spezzati coloratissimi, borsone piatte in tweed e stivali patchwork dalla punta arrotondata. Altra sorpresa gradita è stata la collezione di Grimaldi & Giardina con abiti di pizzo lavoratissimi e magnifici gioielli da guerriera nordica. Effervescente anche la griffe Angela Vitale con un’elegante testimonial: Lucrezia Lante della Rovere. La sfilata si svolgeva alla Stazione Termini nel finale Lucrezia sbaciucchiava l’attore Giorgio Lupano a dimostrazione di quanto l’addio al treno sia ancora un classico dell’immaginario romantico.

Elegante e raffinata è stata la collezione di Camillo Bona con lunghe redingote e vestiti importanti anni Quaranta mentre la griffe Onori Verre ha dedicato la sua sfilata alle dame di inizio secolo con abiti lunghi bordati di pelliccia. Da Belgrado veniva invece Verica Rakocevic che ha ricordato a modo suo Isadora Duncan. La maglieria era lavoratissima e ricercata frutto di vecchi telai serbi ripescati chissà dove.

Molto anni Settanta la prova di Egon Furstenberg che sulle note di “Angie” dei Rolling Stones ha mandato in passerella micro-abiti blu notte. Dedicata ad Andy Warhol e alla sua Factory la performance di Annalisa Caruso, stilista-artista che ha licenza di usare per i suoi vestiti l’universo del grande della Pop-Art avvalendosi di minestre Campbell, croci, Marilyn ecc…Era invece terribilmente anni ottanta la collezione di Renato Balestra, tra le sue clienti schierate in prima fila, si riconoscevano Ivana Trump e Patrizia de Blanck. Non a caso la sua moda è fatta su misura per queste donne “barocche” con giacche dalle spalle importanti, bottoni di strass e tanti abiti blu-monarchia, pardon : “Blu-Balestra”. L’ex moglie di Donald Trump, all’uscita del defilé, si dichiarava entusiasta e all’Espresso ha confessato: "Ho ordinato cinque vestiti da sera perché Balestra in America è originale e non corro il rischio di essere imitata alle serate di gala".

Infine due parole vanno spese per Eva Robins, l’ermafrodito che nuda - ma di sandali vestita- ha presentato le sexy-calzature dello stilista Diego Dolcini. Dopo un’ora di attesa la folla si è accalcata in una sala a luci rosse per vedere Eva al naturale. Ma lei ha fregato tutti: teneva le gambe incrociate e nessuno ha visto niente.

(24/luglio/2002)

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