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MODA UOMO, MILANO PRIMAVERA-ESTATE 2001
Il fascino discreto dell’eleganza
L’uomo del 2000 secondo Valentino, Jill Sander, Prada, Jean Paul Gaultier. Che puntano su uno stile sobrio: e dicono addio al frivolo playboy sballottato tra Saint Tropez e Ipanema

di Eleonora Attolico

«Basta con i lustrini e le paillettes, è molto più difficile vestire la gente normale, accendere in loro il desiderio di acquistare un capo». Parole di Valentino - appena premiato con un Oscar della Moda a New York - che tra pochi giorni presenterà a Parigi la sua collezione di Alta Moda, basata sulla ricerca artigianale e la sartorialità.

Il grande stilista parte da un dato inconfutabile: l'eleganza maschile è legata a doppio filo con uno stile classico e poco appariscente. Così i vestiti da uomo sono in cashmere, cotone lucido, seta e lino bianco, e tagliati in modo impeccabile. Per la prossima primavera, dunque, la giacca avrà un solo spacco alto e i pantaloni senza pinces si abbineranno a una camicia bianca di cotone. I golf, in cashmere o seta, saranno declinati nei toni dell'azzurro, del blu, del verde e del marrone. E quando il ragazzo firmato Valentino deciderà di adottare uno stile più casual, si infilerà una camicia in camoscio e un giubbotto zippato. Agli emuli dell'Avvocato Agnelli, infine, Valentino ha dedicato un completo di seta blu notte, coordinato a una camicia scura e a una cravatta ricamata.

Somiglia invece allo scrittore Arthur Miller il ragazzo Prada. Inforca un paio di occhiali da vista, legge le poesie di Paul Eluard e sceglie vestiti beige, nocciola e mou. Le giacche sono cucite con tasche grandi, i blazer invece sono costruiti su volumi abbondanti e bottoni piccoli leggermente opacizzati. I pantaloni, in controtendenza, riacquistano qualche pinces, mentre i sandali hanno l’aria monacale. A vederli in passerella non sorprendono più di tanto, ma altra cosa è notarli in ufficio ai piedi di un collega. Da sottolineare la semi sparizione della linea sportiva che, almeno per la prossima stagione, sembra passare in secondo piano. Una scelta che Miuccia Prada, a fine sfilata, ha spiegato così: «Abbiamo voluto rielaborare il concetto di abbigliamento classico». Il rigore di Prada c'è tutto e si vede.

Più romantico-decadente è invece l'adolescente di Jean Paul Gaultier. Somiglia al biondo Tadzio di "Morte a Venezia", in maglietta a righe bianche e blu con il collo sceso sulle spalle e il golfino blu marine a costine. Le camicie sono a quadretti Vichy ma possono anche essere stampate con stravaganti grafismi di volumi da biblioteca. Non mancano i sandali infradito decorati di pietre dure. Le giacche sono ampie e abbinate a canottiere iperaderenti.

Rigoroso è invece l’uomo Wasp (ovvero White Anglo-Saxon Protestant) di Jill Sander, un tipo che studia a Harvard e che adora le camicie bianche sfumate di azzurro. E' un ragazzo-bene un po’ in ritardo con gli esami, tanto da indossare camicie decorate con i motivi della carta millimetrata, simile a quella dei compiti in classe di trigonometria.

Chiudono la settimana della moda maschile Gianfranco Ferrè e Giorgio Armani. Il primo ha presentato la collezione con in sottofondo i dialoghi del film "L'amante" tratto dal romanzo di Marguerite Duras. E dunque viene subito in mente "le chinois", l’orientale elegante nei suoi completi coloniali, che Ferrè ripropone oggi in versione 2000. Il dandy colonial-chic nasconde il telefonino in una tasca interna, si avvolge in bizzarri spolverini leggerissimi confezionati in "hussah" di seta, un materiale che viene generalmente usato per gli ombrelli. Convinto dell'insostenibile leggerezza della moda maschile, Ferrè propone anche un completo di grisaglia ultraleggero che non pesa più di 200 grammi. Ma si diverte anche con i pesi massimi, e manda in passerella alcuni giubbotti di pelle ispirati al pugilato che non dispiaceranno a Mike Tyson.

Per "Re Giorgio", infine, l'eleganza maschile fa rima con libertà. Così i suoi modelli non sfilano ma ballano sulla passerella, scelgono camicie senza collo e giacche sfoderate. I pantaloni sono di shantung, stretti in fondo a sigaretta. E per Emporio Armani lo stilista butta via i bottoni, proponendo giacche che si agganciano con il velcro. Insomma: libertà, morbidezza e leggerezza.

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