GUIDA AL SUMMER STYLE 2001
Estate chic
Costumi da bagno ipercolorati. Ristoranti feng shui. Ciabattine minimaliste. Sedie zebrate... Ecco le nuove regole per sentirsi in. Con un pizzico di ironia
di Jacaranda Falck

Metti una torrida sera di giugno a cena al Santa Lucia, la trattoria super trendy nel cuore di Roma. A metà serata fa il suo ingresso trionfale un bellone super abbronzato, scortato da due appariscenti signore. Il tipo punta un tavolo a netta prevalenza femminile. Labborda e si mette a distribuire bigliettini da visita dozzinali, dai quali si apprende trattarsi di Edoardo Cicorini Costa, ex modello per Valentino e oggi star della soap televisiva Vivere. Dopo pochi minuti esce di scena. Le fanciulle sono rapite: non lesinano gli aggettivi. Tranne una, che commenta gelida: «Bello è bello, ma è di quelli che dopo ti girano per casa con le ciabatte di gomma».
Chi avrebbe potuto immaginare che solo pochi giorni dopo le Adilette, i tradizionali sandali di gomma bianca e blu della Adidas, sarebbero di colpo diventate loggetto più cool di questa estate 2001? È bastato infatti che un paparazzo li fotografasse ai piedi della rockstar Madonna, in versione neomamma, e la tendenza è decollata.
Ormai basta pochissimo, qualche volta il semplice caso, per decretare limprovviso successo di ciò che magari fino al giorno prima suscitava assoluta indifferenza. Con buona pace delle multinazionali che cacciano fior di quattrini per arruolare stuoli di cool hunters, i cosiddetti ricercatori di tendenze. Oggi gli stili vincenti non hanno confini geografici e neanche di settore. Sono assolutamente trasversali: a Parigi poche settimane fa si è inaugurata in un tripudio di colori una mostra sulla pop art; a New York Ralph Lauren, re dello stile country, ha lanciato una sgargiante collezione estiva per la casa; a Roma, in questi giorni, per le strade si vedono solo Smart cabrio dipinte alla Warhol; a Londra i ritrovi più in voga si chiamano The White House, Amber, Red Cube e Blue Bar.
Insomma: per essere cool non basta vestirsi à la page. Bisogna adattarsi a mangiare le cose giuste nei ristoranti del momento. Farsi arredare la casa secondo gli ultimi dettami. Sapere qual è il massaggio più di grido. Ascoltare lunico genere musicale che non faccia apparire antidiluviani. E via continuando. Per agevolare il vostro senso dellorientamentoLEspresso ha messo a punto una piccola guida allestate cool.
Allegria sulla pelle
«Non cè dubbio: questo è lanno del colore», racconta Gloria Gnoli direttore del negozio milanese Zap (galleria Passarella 2, tel.: 02 / 76067501), meta prediletta dalle amanti della moda innovativa. La divisa dordinanza di questestate per le Zap girl è semplice: jeans a vita bassa (quelli più alla moda sono gli Earl, che arrivano da Los Angeles e quelli di Blumarine), cintura in stile militare, (predilette quelle di Franco Giazzi e di Celine, tel.: 02 / 76015579), e magliettine attillate, coloratissime e tempestate di cristalli Swarovski (gettonatissime quelle firmate Toilette). Anche i più fanatici cultori della blackmania si sono dovuti arrendere. I segnali sono molteplici. Madame Comme des Garçons ha scelto il rosso pompiere come colore dominante della sua nuova boutique parigina, The red boutique. La stilista cult di costumi di bagno Laura Urbinati (piazza santEustorgio 6, tel.: 02 / 8360411) ha venduto nellultimo mese a Milano ben 5 mila coulotte a macro pois turchesi. Da Prada il pezzo forte dellestate sono le scarpe con tacco a cono coloratissimo. Nel negozio romano Nia (via Vittoria 68, tel.: 06 / 6795198) stanno andando a ruba le camicie da spiaggia di voile turchese e verde smeraldo di Antik Batik, il negozio parigino preferito da Claudia Schiffer. Colorato, questestate, dovrà essere anche il guardaroba maschile. Da BBC (viale Parioli 122, tel.: 06 / 8083680) a Roma, i pezzi più alla moda sono i boxer da bagno a righe arcobaleno di Paul Smith, le camicie nido dape color confetto, dal rosa allazzurro, di Fedeli e le classiche Car shoes (il marchio è stato appena acquistato da Prada) nei colori più inconsueti come il verde pisello e larancione. «Questanno ho venduto tutto quello che di più audace avevo in campionario», conferma Silvana Ratti, proprietaria del negozio cult Ratti di Pesaro ( via Rossini 71, tel.: 0721 / 31031): «le borse in plastica turchese di Gucci, le magliette graffiti Jadore Dior di Galliano, i costumi da uomo e da bambino della casa francese Villebrequin e le scarpe da ginnastica arancioni di Hermès».
Azzardi in salotto
Dalle passerelle la colormania è arrivata anche in casa. A lanciarla, per la verità è stata una stilista, Laudomia Pucci, figlia del mitico Emilio. Lintraprendente Laudomia, infatti, si è messa in società con Cappellini (tel.: 031 / 759111) per produrre una linea di mobili, Rive droite, improntati al più puro stile Pucci. Sedie e divani in stampe azzardate e colori audaci. «Il minimalismo da solo non basta più: bisogna continuare a disegnare mobili dalle linee pulite arricchendoli però con tocchi di colore vivaci», conferma Marina Coffa, proprietaria del nuovo negozio romano Tad (via del Babbuino 155, tel.: 06 / 36000690), 800 metri quadri di tutto ciò che è di moda in questo momento, dalle scarpe dei designer più allavanguardia (Marc Jacobs e Seigerson Morrison) ai profumi, dai vestiti alle stoffe. E la sensazione quando si entra è proprio di essere in un souk postmoderno, con pavimenti di cemento grigio ravvivati da pagliuzze dorate, muri dipinti di turchese e cuscini di shantung rosa shocking sparsi un po ovunque. «Colori a parte, le case più alla moda dellestate devono essere caratterizzate da materiali inconsueti», teorizza Uberta Camerana, 30 anni, decoratrice dinterni che lavora tra Londra, Gstaad e Milano. «Questanno ho riscoperto due materiali molto in voga negli anni Trenta e Quaranta: il galuchat e la pergamena». Della stessa idea è Giorgio Armani: il pezzo forte della sua collezione casa è una sedia di pergamena color lichene. A Milano è nato un negozio dedicato al genere. Si chiama Zohar (via Brera 2, tel.: 02 / 89013966) e produce esclusivamente mobili di questo tipo: sedie, letti, divani, lampade e valigie in zebra e pergamena.
Sushi e bufala
Una volta il pesce crudo cucinato alla giapponese, ipocalorico, era appannaggio esclusivo del mondo della moda. Oggi se inviti qualcuno a mangiare una bistecca fai la figura di quello appena sceso dalle montagne. Così, in tutta Italia, è un fiorire di nuovi locali, il cui successo viene creato a tavolino. A Roma vanno per la maggiore Reef (piazza Augusto imperatore 47, tel.: 06 / 68301430), lAtm (via della Penitenza 7, tel.: 06 / 68307053) o Gusto Pesce (fratello della pizzeria-winebar di piazza Augusto Imperatore 9, tel.: 06 / 3226273), un negozio-ristorante-libreria dedicato al mercato ittico che aprirà tra poche settimane. Per lanciare Campo (piazza della cancelleria 64, tel.: 06 / 68301162), un locale dai colori rilassanti a due passi da Campo de Fiori, il romano Michele Papa come prima cosa si è assicurato la collaborazione di uno studio di architettura londinese, specializzato in arredamento feng shui (www.feng-shui-italy.com). Poi ha ingaggiato unagguerrita pierre. E solo a quel punto si è preoccupato dello chef, chiamando Fabio Licheri, allievo di Angelo Paracucchi, a preparare carpacci di orata e tortini di melanzane e gamberi. Sulla stessa lunghezza donda si sono mossi quelli del Ketum Bar (via Galvani 64, tel.: 06 / 57305338) locale gettonatissimo di Testaccio, dove si mangia sushi e pollo al sesamo tra mille candele e antichi mobili cinesi scovati da Marescotti Ruspoli, proprietario del negozio di arredamento Yaki. A Milano, invece, la passione per il pesce crudo e la cucina fusion sono già superate. Da 10 corso Como (tel.: 02 / 29002674), il concept store di Carla Sozzani, il piatto forte dellestate è la mozzarella di bufala con pomodori canditi. Il locale del momento, invece, è un ristorante pseudofrancese dove si deve prenotare con cinque settimane danticipo per avere un tavolo. Si chiama Chandellier (via broggi 17, tel.: 02 / 20240458), e il suo punto di forza è il barman Charlye, trentasettenne senegalese, ex modello, noto come il mago dei cocktail.
ha collaborato Davide Vecchi
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