FOTOGRAFIA / FRANK HORVAT
Il voyeurismo? Lho inventato io
Tra le spogliarelliste dello Sphynx di Parigi. Ma anche tra i poveri dellIndia. Immortalando modelle e attrici. Ma senza disdegnare i volti della gente comune. In venti immagini, lopera di un maestro
di Eleonora Attolico

Le spogliarelliste dello Sphynx di Parigi fotografate nel 1956, una modella con un magnifico cappello di Givenchy alle corse di Longchamps, un ragazzo inglese un po' allampanato che balla un lento in un localino di Soho a Londra... Sono solo alcuni esempi delle venti fotografie del maestro Frank Horvat esposte in questi giorni a Firenze da Assolibri. Sono ritratti che descrivono uno spaccato di vita e che devono essere considerati come un documento di storia del costume (sono in vendita, e i prezzi variano secondo la tiratura, dai 1500 ai 3000 dollari).
Frank Horvat ha cominciato a lavorare alla fine degli anni Quaranta immortalando il Sud d'Italia per la rivista "Epoca". Ma già nel 1950 fotografava le passerelle dell'Alta Moda di Firenze. Allora "l'Illustrazione Italiana" lo pagava 5000 lire a foto, il prezzo esatto di un pranzo in trattoria. Nato nel 1928 ad Abbazia in Italia (oggi fa parte della Croazia), ha studiato all'Accademia di Brera a Milano per poi stabilirsi a Parigi, dove è diventato amico di Henri Cartier Bresson e Robert Capa. Considerato da molti come un artista completo, è passato con grande disinvoltura dai reportage per "Life" e "Magnum" ai servizi di moda per riviste prestigiose come "Harper's Bazaar", "Vogue","Elle", "Vanity Fair", "Jardin des Modes" e "Jours de France".
All'inizio degli anni Cinquanta partì per l'India e il Pakistan, fotografando la povertà delle popolazioni e la sacralità dei rituali religiosi. Con i proventi dei suoi scatti che vendeva alle agenzie di stampa e ai magazine riusciva a proseguire il suo viaggio in queste terre difficili. Ha attraversato quasi tutto il secolo cercando sempre di rinnovarsi. Oggi si dedica soprattutto alla fotografia digitale, che considera come un superamento di quella tradizionale. Ha trovato anche il tempo di creare un sito Internet con una retrospettiva completa del suo lavoro.
E' stato per molti versi un precursore. Nella mostra di Firenze appare chiaro il fatto che fu tra i primi a proporre foto ambientate tra la folla, tra la gente comune e non in uno studio. Il ragionamento non fa una piega: una bella donna o una semplice idea di bellezza risaltano meglio in un ambiente diverso, in una situazione di vita quotidiana. Così fu sua l'idea di immortalare l'attrice Anna Karina, in uno splendido vestito da cocktail, mentre alza un bicchiere di vino tra i macellai delle Halles. Sulla stessa lunghezza d'onda è anche il ritratto della modella Monique Dutto, elegantissima in un abito di alta moda, mentre esce dalla metropolitana di Parigi (1959).
E' persino un anticipatore del "Grande Fratello", uno dei primi a capire la forza del voyeurismo, come si vede dalle sue foto realizzate nel backstage dello Sphynx. Senza però mai perdere di vista le debolezze dell'umanità, come nel caso dei due uomini che trattano l'acquisto di un cucciolo al mercato dei cani di Brick Lane nell'East End di Londra, o nel bacio di due ragazzi al Quai du Louvre di Parigi (1955). Sono foto che "parlano", che Horvat commenta così: «Considero la fotografia più come un'arte letteraria, perché le foto spesso raccontano una storia, non necessariamente creano un effetto visivo». Ma questa è modestia: i suoi scatti sono l'uno e l'altro.
Frank Horvat
Assolibri
Via del Sole 3 / R
Firenze
Tel: 055 28 45 33
Orario: 10.00-14.00 15.30-19.30, chiuso la domenica
Catalogo: Lire 48.000
Fino al 31 gennaio
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