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MODA LUI
L'ultimo rétro
C'è chi s'ispira a Cary Grant. Chi a Bruce Chatwin. Chi alla cultura Amish. Dalle sfilate di Milano è uscita l'immagine di un uomo che ritrova se stesso riflettendo sul passato.E rifiuta ogni ambiguità sessuale
di Antonia Matarrese e Valeria Palermi


La notizia è che per l'autunno-inverno 2003-2004 nessuno, a Milano, ha mandato in passerella uomini in tutù, e nemmeno con gonne di pitone rosa. Sì, Vivienne Westwood gli ha appiccicato un paio di tette. Ma lei, si sa, è inglese, quindi autorizzata a qualunque stravaganza.
Il maschio visto a Milano, invece, una certezza ce l'ha: ha tutto il testosterone che ci vuole. Magari è incerto se ispirarsi a gentiluomini di fascino antico come Cary Grant o piuttosto ai soldati dei corpi speciali dei Seals e dei marines, ai grandi viaggiatori alla Chatwin o ai rapper "blatin" (black+latin) metropolitani: comunque non sculetta.
Si è visto questo e molto altro, nel cartellone di Milano Moda Uomo appena concluso: per esempio, il ritorno prepotente degli anni Quaranta, con il loro rigore di linee e materiali. Gradito a molti. Per esempio a Beppe Severgnini, scrittore e giornalista pungente che non si separa mai da una giacca di quel periodo. «Montanelli mi diceva che era troppo bella per me: per lui l'usato era prova di nobiltà di un capo. Io sono sostenitore del passarsi gli indumenti di padre in figlio: per difendersi dall'omologazione nella moda».
Su questo e sulle sfilate riflette Francesco Morace, sociologo del Future Concept Lab: «L'identità maschile è in profondo ripensamento. Superato l'uomo aggressivo alla Wall Street anni Ottanta e quello ambiguo dei Novanta, oggi siamo di fronte a un uomo riflessivo, alla ricerca di autenticità. Che si misura con la condizione di maschio, padre, marito, professionista».
Ma la moda è capace di interpretare questa nuova complessità? «Ormai tra strada e passerella c'è dialogo costante», prosegue Morace: «Gli stilisti si ispirano al paesaggio umano che popola le città, i distributori e i grandi magazzini filtrano le loro proposte in base alle potenzialità commerciali, i consumatori scelgono ciò che riconoscono come più simile ai loro desideri. Milano è il luogo di mediazione tra l'eleganza creata dagli stilisti e il desiderio di innovazione della gente».
Omaggio a Cary e Gary I ricercati completi di Cary Grant? Le giacche tagliate ad arte, in panno pesante, indossate da Gary Cooper? Di moda come non mai. «La prossima stagione invernale segnerà il ritorno ai tagli formali come i doppiopetto a taglio vivo e al gessato in lana e seta o lana e cotone», anticipa Ennio Capasa di Costume National, che ha presentato una collezione sofisticata tra underground alla Mick Jagger e ghetto-glam. «Il cappotto sarà appena sotto il ginocchio, il pantalone stretto. Le scarpe sofisticate, meno pesanti. L'accessorio d'obbligo? La sciarpa, rossa o rosa sul cappotto grigio». Modern rétro anche le cravatte su misura di Caraceni, i feltri e le coppole destrutturate di Borsalino. Sciarpa protagonista nella collezione Rocco Barocco: piccole in seta con le frange, incrociate sotto i cappotti, o lunghe due metri da avvolgere sullo smoking, al posto del cappotto. A proposito di smoking, vira al blu scurissimo quello di Cerruti e disegnato da Istvan Francer: tessuti super-fini, revers di raso, pantaloni stretti. Del resto, il tuxedo, come lo chiamano gli americani, nasceva blu, anzi midnight blu, cioè destinato ad annerirsi nei fumosi locali da ballo. Da qui il nome smoking.
Operazione nostalgia Ispirate dal passato, ma più recente, anche le linee trasgressive di John Richmond. Lo stilista inglese idolo degli under 40 punta sul look alla Jim Morrison: maglie in lurex, borchie cucite a mano su golf di cashmere, ricami anni Settanta, scarpe da ginnastica dipinte a mano. Il mito di Antonio Marras è invece Antonio Gramsci: «Uomo della mia terra, grande pensatore. Per la sfilata ho scelto uno spazio di archeologia industriale, colmo di macchinari attraverso i quali camminano modelli vestiti di maglioncini infeltriti, giacche usurate, sciarpe e cappelli per ripararsi dal freddo. I tessuti? Quelli dell'armadio di mio padre: bouclé, gessati, galles, spinati, fustagni, velluti neri e marroni».
A tutto sport Che fosse uno dei temi dominanti della moda maschile si è capito dall'inaugurazione della mostra "Athlete" di Howard Schatz, voluta da Giorgio Armani, a cura di Grazia Neri: 30 scatti tratti dai 125 contenuti nel libro omonimo (HarperCollins Publishers), che raccontano la ricerca dell'autore sul corpo di atleti uomini e donne (fino al 25 gennaio negli spazi Armani/Arte in via Manzoni a Milano). Gente tosta da Dolce & Gabbana: di giorno porta bomber in argento e pantaloni da survival, sneaker e parka oversize in tutte le sfumature del grigio; la sera preferisce uno stile classico e cittadino, con toni meno gridati. Scarpe da ginnastica e montgomery, pantaloni cargo, tute e felpe piacciono molto anche a Donatella Versace, però attenzione ai dettagli: quei break dancer, in realtà, indossano cashemire. Jil Sander dà un tocco sportswear a tutta la collezione; in passerella Dirk Bikkembergs manda due squadre di calcio, con in testa Cannavaro; Lavinia Biagiotti Cigna veste un uomo sportivo e ironico. «Mi sento vicina al mondo dello sport e ho creato capi morbidi in fibre naturali, con un occhio di riguardo alla maglieria che si ispira alle reti da pesca. Per la sera, lane cotte abbinate al raso».
Cittadini del mondo Ha viaggiato nel Grande Nord, in Perù, forse anche nelle terre mitiche di Kublai Kahn l'uomo di Roberto Cavalli, che è tornato carico di pellicce a pelo lungo, gilet di montone incrostati di ricami e specchietti, cappucci da inuit. La sera, però, guarda a Occidente e indossa tuxedo oro e argento, e spolverini scintillanti da globe-trotter della notte. «Ho immaginato un uomo profondamente metropolitano, a suo agio per le vie del mondo, da Bangkok a New York. Immerso in un'atmosfera di grande luce per una collezione dai toni scuri»: questo invece è Romeo Gigli. Il viaggiatore del 2003-2004 sarà un libero pensatore che non ha bisogno di travestirsi per raccontarsi. Come quello proposto da Sergio Ciucci, neo direttore creativo della griffe Exté, che debutta all'insegna dei contrasti forti: bianco e blu, flash di rosso, scarpe di vernice che sbucano dai pantaloni ampi. Uomo cosmopolita quello caro a Beatrice Trussardi, che abbina classico ed etnico: «Il gessato inglese rinasce in colori come il topazio scuro o il rubino profondo, le rigature delle camicie si accendono di giallo e turchese, le fantasie derivano da ingrandimenti di disegni indiani ma ricollocati in modo tale da far dimenticare la loro provenienza etnica. E poi pietre preziose ai polsi». Suggestioni indiane per la sera si ritrovano da Newyorkindustrie, che ama anche i colli alla coreana e i profili in satin; riferimenti alla cultura Amish sono presenti da Victor Victoria. L'uomo di Kean Etro è a tal punto innamorato del viaggio che per presentarlo lo stilista ha tenuto la sua spettacolare sfilata su un treno d'epoca con locomotiva a vapore: i modelli, indaffarati viaggiatori che si portano addosso tracce e colori di paesi lontani, indossavano cappotti, scarpe, cravatte decorati con vecchie chiavi indiane e antiche ferraglie orientali. Il capo spalla più adatto ai viaggiatori, per Naoki Takizawa, delfino di Issey Miyake, è il poncho. Pezzo tradizionale che viene rivisitato: «Serve a proteggere il viaggiatore, lo libera da costrizioni. Sarebbe piaciuto a Jack London», commenta. Viaggiatori affascinati dalle tinte sontuose del misticismo orientale quelli che vestiranno colori energetici come l'arancio e il turchese, che ricorrono nelle collezioni di Roberto Cavalli e di Egon Furstenberg, EA-72.
Globe trotter anche da Missoni: mettono in valigia toni naturali di marrone, bordeaux e blu, e maglie effetto pelliccia, leggere e comode. Per il suo uomo, Gianfranco Ferré immagina un viaggio tra le Alpi: «Abbina giacche rilassate e chic di panno cotto a pantaloni con tasche capienti. Ho usato molto bianco, ricercato, unito al nero, al verde pino, all'antracite con guizzi di turchese e rosso lacca. Per la sera un look elementare: cardigan nero in cachemire, sopra gilet di piquet e camicia immacolata».

(17/gennaio/2003)

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