«Il marchese Giovanni Battista Giorgini riuscì in unimpresa che Mussolini stesso non era riuscito a fare agli inizi degli anni Trenta», ha spiegato Guido Vergani, giornalista e storico del Costume, durante la Conferenza di Palazzo Pitti per festeggiare i Cinquant'anni della Moda Italiana. Il Duce, infatti, in un discorso a Milano del 1930 aveva chiesto di produrre moda autarchica, ma i sarti italiani non ne avevano alcuna intenzione. Preferivano andare a Parigi a comprare i carta-modelli limitandosi ad imitare quel che facevano i sarti francesi. Alla fine degli anni Quaranta non esisteva una vera industria dell'abbigliamento italiano, la quasi totalità degli abiti (il 90 per cento nel 1946, l'83 per cento nel 1955) erano prodotti su misura nelle sartorie artigiane.
Dopo la guerra, invece, fu proprio il Marchese Giorgini a organizzare la prima sfilata italiana, coinvolgendo le sorelle Fontana, Jole Veneziani, Simonetta, Germana Marucelli, Emilio Pucci, Carosa, Schuberth, Fabiani e altri. Giorgini non era uno sprovveduto, si era accorto delle potenzialità delle nostre sartorie. Le sorelle Fontana avevano realizzato nel 1949 il vestito da sposa di Linda Christian per il suo matrimonio con Tyrone Power, mentre le creazioni di Emilio Pucci erano state pubblicate in un lungo servizio su Harper's Bazaar. Giorgini aveva lavorato per lungo tempo negli States e, grazie alle sue conoscenze, riuscì a convincere molti buyers americani e persino qualche giornalista della stampa internazionale.
Fu un successo che ha segnato l'inizio del Made in Italy. I compratori americani si resero conto della fantasia, della creatività, della raffinatezza dei materiali e della semplicità di taglio dei nostri creatori. Inoltre, dettaglio non trascurabile, i nostri prezzi erano convenienti: abiti, accessori, pellami costavano la metà rispetto alla Francia.
La sfilata si svolse dunque il 12 febbraio 1951 a Villa Torrigiani in casa del Marchese. Successivamente, vista l'affluenza di pubblico, i défilé si svolsero nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, una sede prestigiosa che ospitò la Moda fino al 1982. Qui presentarono i loro modelli stilisti del calibro di Valentino, Capucci, Krizia, Mila Schon, Irene Galitzine, Roberta di Camerino, Federico Forquet, Gattinoni, Missoni, Fausto Sarli e Renato Balestra.
Per sottolineare questa ricorrenza, Pitti Immagine ha raccolto in sei Cd Rom una parte del materiale appartenente all'Archivio Giorgini: corrispondenza, inviti, programmi, fotografie (ve ne mostriamo alcune), articoli di giornale, elenchi di compratori e di invitati. Una raccolta di 5.000 documenti tra testi e immagini che vanno dal 1951 al 1961 e che ora sono a disposizione degli studiosi ma anche degli appassionati di moda alla Galleria del Costume di Firenze.
Così cinquant'anni dopo, nelle sale di Palazzo Pitti, in questo 12 febbraio del 2001, si respirava aria di Amarcord. In sala c'erano le sorelle Fontana, Albertina (la famosa magliaia che faceva i golf per Lana Turner) ma anche Fausto Sarli, Renato Balestra, Bianca Maria Piccinino (la giornalista della Rai che dal 1953 ha raccontato le sfilate alle donne italiane) e Hubert de Givenchy, invitato per l'occasione come "osservatore esterno". In sala sono state proiettate alcune fotografie e unintervista a Giorgini, scomparso nel 1971. Gli invitati hanno anche potuto ascoltare il Teatrogiornale di Radio 3, un atto unico intitolato "Bista" (questo era il soprannome del divin Marchese) incentrato sui dubbi e le passioni di Giorgini nei giorni precedenti lo storico esordio internazionale della moda italiana.
Al Museo Salvatore Ferragamo si possono invece vedere le scarpe di Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Wally Simpson, Maria José di Savoia: Moda-Hollywood-Jet Set, anche questo è il Made in Italy.
Per ulteriori informazioni: Fondazione Archivio Giorgini, Via dell'Olmo 2 - 50125 Firenze
Tel/Fax: 055 23 42 740
Museo Salvatore Ferragamo
Palazzo Spini Feroni
Via Tornabuoni 2 - 50123 Firenze
Tel: 055 33 60 456
Aperto lunedì, mercoledì, venerdì
ore 9.00-13.00 e 14.00 - 18.00 |