TENDENZE / PRIMAVERA-ESTATE 2002
Consigli di stagione
Pettinature anni Sessanta. Top scollati. Pantaloni candidi. E una parola d'ordine: non indossare le calze. Guida all'eleganza dei prossimi tre mesi. Tra fantasia e sobrietà
di Eleonora Attolico

La parola d'ordine è: levarsi le calze. E farlo il prima possibile. Le icone dell'eleganza internazionale ne fanno un vero e proprio diktat: largo alle gambe nude, senza collant e con un paio di sandali dal tacco a spillo. Osservate tre bellezze internazionali come Gwyneth Paltrow, Naomi Watts e Sarah Jessica Parker: portano modelli altissimi firmati Gucci, Caovilla, Sergio Rossi, Jimmy Choo o Manolo Blahnik. Costano mezzo stipendio ma l'effetto sexy-seduttivo è assicurato. Superato lo choc del polpaccio in libertà, ecco, da capo a piedi, un vademecum di primavera per attraversare con eleganza e savoir faire i mesi di aprile, maggio e giugno.
Capelli e trucco
Torna per la gioia dei nostalgici il taglio "bob" anni Sessanta, ma la versione 2002 è più sfilata, vedi le pettinature della modella inglese Erin O'Connor o dell'attrice Stefania Rocca. Resistono anche i boccoli alla Nicole Kidman. Quanto al make up di stagione, vale la pena di orientarsi su ombretti pastello dai colori delicati: rosa cipria, sabbia, nocciola, bronzo o azzurro polvere. In primavera, inoltre, non si portano mai rossetti troppo violenti, ma al contrario "glitterati" e dalle tinte albicocca, rosa o salmone. Come suggeriscono, per esempio, le tavolozze di Estée Lauder, Helena Rubinstein o anche Chanel.
Bustino
È un must di stagione, pur essendo scomodo. Vogliamo parlare delle stecche di balena che si conficcano nella carne? Dettaglio senza importanza, visto che lo hanno portato Nicole Kidman in "Moulin Rouge" e Whoopi Goldberg la notte degli Oscar. Oggi lo propongono stilisti e semplici boutique di street fashion. Da Max Mara è di jeans con i lacci sulla schiena, per Dolce & Gabbana è manageriale in gessato blu, da Dior lo troviamo rosa confetto, stile donna del saloon, Vivienne Westwood lo ha voluto rigido come quello di Biancaneve.
Camicie di Nonna Papera
Torna il pizzo in stile ottocento-vittoriano. Così la lingerie bianca tradizionale lavorata a sangallo e merletti passa dal boudoir alla strada con sottovesti di raso e camicioni da notte (Sportmax, Valentino, Givenchy, Exté e Ralph Lauren).
Top
Secondo un recente sondaggio, su un campione di 800 uomini intervistati il 30 per cento vibra quando vede una ragazza con un toppino corto, all'altezza dell'ombelico. Il minitop, ça va sans dire, deve essere a "scollo totale" e portato senza reggiseno. I più variopinti sono quelli di Custo Barcelona, ma vanno segnalati anche i modelli di Miss Sixty, Onyx e Benetton.
Bianco
La vostra migliore amica da qui a settembre sarà la tintoria, perché va di moda il bianco, in particolare il tailleur-pantalone candido che si sporca solo a guardarlo. Il problema "metropolitana/motorino" non sfiora gli stilisti, almeno a giudicare dalle passerelle di Calvin Klein, Helmut Lang, Jil Sander e Ralph Lauren. «Il bianco, simbolo di innocenza, è classico e chic», ha spiegato Helmut Lang. «Mi piace perché implica una voglia di ricominciare dopo un periodo difficile». In linea generale, i pantaloni di questa primavera sono larghi e a vita bassa, ma possono essere anche capresi, quindi corti al ginocchio come indica Stella McCartney.
India
Dall'11 al 14 aprile al Filaforum di Assago si svolge la kermesse dedicata alla patria del Mahatma Gandhi con 5 mila metri quadrati di cucina, serpenti, massaggi, concerti, incensi e tatuaggi all'henné. La mania dell'India ha fatto breccia e non accenna a placarsi. Tutto è partito dal film di Mira Nair "Monsoon wedding", quando il mondo scoprì l'universo Bollywood (contrazione tra Bombay e Hollywood) e quindi un'India meno zen, coloratissima, allegra, kitsch con tanti musical e soap opera. Jean Paul Gaultier e Gianfranco Ferrè colgono l'attimo e disegnano rispettivamente collezioni Hare Krishna color zafferano e pantaloni ricamatissimi da principesse indù.
Hippie-chic
Si riscoprono vecchie stelle come Jane Birkin, Joan Baez e la Jane Fonda femminista degli anni Sessanta. Così tornano i vestitoni morbidi e cadenti. Piacciono a Tom Ford (Gucci), Dries van Noten e Marc Jacobs, designer di Louis Vuitton, che suggerisce: «Questi abiti vanno portati come una camicia da notte, senza niente sotto. Si devono intravedere le gambe, tutto sta nell'avere un'aria giovanile e fresca».
Minigonne e hot pants
Le mini sono bizzarre e frivole, forse per esorcizzare un inverno cupo: fiorite, allegre e a balze da Roberto Cavalli, di pelle da pattinatrice in casa di Gianfranco Ferrè, dritte e succinte da Miu Miu, Chloé e Chanel. Gli shorts, aggressivi e gagliardi, si mettono con un paio di anfibi militari come indica Rossella Tarabini per Anna Molinari, che aggiunge: «L'importante è curare la parte superiore del corpo. Ai bermudini si deve abbinare una camicia femminile e romantica con pizzi e volant».
Salopette
Si torna in piazza tra manifestazioni, girotondi e fiaccolate. Così si riaffaccia la tuta di Cipputi: quella in jeans griffata è di Dolce & Gabbana, ma ce ne sono anche da Diesel, Levi's, CK ecc... Chi va a Parigi per il ponte del 25 aprile le troverà nei negozi Gap.
Nude alla meta
Scoprire la schiena? Mostrare una spalla? Perché no. Quindi via libera alle camicie trasparenti, indossate con la più assoluta nonchalance. Ma come si fa ad ammaliare chicchessia se magari si è ancora bianche e grassottelle? La domanda è stata girata alla principessa Alessandra Borghese, esperta di bon ton e autrice del libro "Noblesse Oblige": «Eviterei comunque di prendere il sole troppo presto, nei mesi con la "r" (marzo, aprile). L'abbronzatura perenne è un segno di volgarità, e in questa stagione è meglio dedicarsi allo spirito cercando di rigenerarsi in attesa che arrivi l'estate».
Pulizie di primavera
Chi non ha ancora provveduto al cambio di stagione approfitti dei consigli di Maurizio Galante, stilista di Alta Moda: «Niente naftalina, i maglioni si impregnano di un odore insopportabile, meglio usare sacchetti di lavanda e prodotti di erboristeria». Da parte sua Lina Sotis, scrittrice giornalista del "Corriere della Sera" si scaglia con quelle che definisce le "Super choc", le signore dell'alta borghesia che, ad ogni cambio di stagione, si comprano decine di vestiti e infiniti paia di sandali: «Gli abiti devono avere una funzione pratica: un tailleur di lino tirato fuori dall'armadio dopo l'inverno mette allegria, è come se si riscoprisse un pezzo di mare, un prato verde, un bel ricordo dell'estate passata».
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