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MODA UOMO / AUTUNNO INVERNO 2000-2001 Ben tornato, classico Basta Supercafoni. In passerella arrivano colori sobri, pantaloni a tubo, giacche ben tagliate, golf di cachemere con scollo a V. Con un occhio agli anni Sessanta di Eleonora Attolico
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Eleganza e portabilità. E stato questo il filo conduttore delle 55 sfilate milanesi dedicate alla moda maschile. Il messaggio generale, e quasi unanime, era chiaro : Basta con il maschio Supercafone, con i travestimenti assurdi, con le pacchianate gratuite. E noi traduciamo : Viva la giacca ben tagliata o il cappotto di cammello, in nome della vera classicità e di un buon gusto ritrovato. Lo hanno sottolineato Valentino, Jean Paul Gaultier e Ferré. Lo ha ribadito Giorgio Armani in chiusura di settimana. In mezzo molte novità. Hanno fatto sensazione, ad esempio, le trovate di Naoki Takizawa per Issey Miyake, il giovane designer che sta disegnando la linea del maestro giapponese. E così proprio su quella passerella ( e in Tv si è dato un certo rilievo alleffetto scenico) i ragazzi-modelli presentavano cappucci estraibili, ma anche golf sovrapposti e sovrapponibili in un trionfo di capi reversibili di ogni genere.Si è notata da Calvin Klein una certa sobrietà nei colori. Il designer americano insiste sul nero per camicie e pantaloni stretti stretti a tubo. La moda maschile, nellinsieme, va verso le tinte tradizionali come grigio, nero e blu. Krizia, dal canto suo, ha esaltato i colori acidi per i maglioni a collo alto, un capo in cui la stilista crede molto. Meno portabili sono invece le collezioni di Burberry e Vivienne Westwood che, sperano di convincere gli uomini ad indossare il Kilt scozzese quasi fosse un paio di blu jeans : realisticamente è difficile. Miuccia Prada ha presentato una collezione discreta. A Milano non è mai arrivata, causa una brutta polmonite che lha bloccata a Auckland. Questo non le ha impedito di mandare in passerella tante giacche ma anche parecchi golf di cashmere con lo scollo a V, come a dire un classico dei classici. Pitone e gilet di coccodrillo da Trussardi, pellicce di volpe lunghe fino ai piedi da Cavalli, mentre Fendi ha presentato una gran cappa di montone color fango con ciuffi di pelo di capra. Follia ? Forse ma leffetto cera. Più mistico il duo Dolce & Gabbana, che ha fatto colare fiumi di inchiostro per un paio di pantaloni realizzati con i paramenti sacri: costano 50 milioni, sono in oro zecchino intarsiati di fiori e arabeschi. Basta trovare il cretino che li compra hanno detto al Tg, e noi non possiamo che augurarglielo. Rockettari al massimo sono invece i ragazzi di Gucci. Il grande Tom Ford per lautunno inverno prossimo ha realizzato una collezione che strizza locchio ai Beatles per i pantaloni aderenti un po' da Mod anni Sessanta. Torna di moda anche il papillon, un accessorio che molti uomini avevano dimenticato da tempo. Si riaffaccia il Blazer di velluto un po' alla Ringo Star (il batterista dei Beatles) da Costume National, che ha presentato in passerella anche parecchi gessati dai tagli sartoriali. Casual invece Carl Lewis, il grande corridore ospite di queste collezioni, testimonial della SMTC, una marca sportivo elegante costellata di pantaloni in pile e giubbotti impermeabili. Angela Missoni ha invece presentato una collezione di pezzi unici, mentre Donatella Versace si è ispirata al Brad Pitt di Fight Club : pantaloni a vita bassa, tante zip, linee aderenti e un po' di pelle nera. Sulla stessa lunghezza donda il défilé di Dirk Bikkembergs, uno stilista tedesco molto hard che ha presentato una ventina di ragazzi a torso nudo pieni di sbrechi e tagli. Un esaltazione delle gang e della violenza? Forse, ma è comunque meglio delle tentazioni esageratamente gay a cui ci avevano abituato gli stilisti nelle edizioni passate. spazio |
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