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Andrea
Pazienza era impaziente, come i giovani della generazione a cavallo
tra gli Anni Settanta e gli Ottanta. Genio e cinismo, furore e poesia,
Andrea Pazienza li riversò come un torrente lavico sui fumetti,
su tavole
che scandalizzarono, commossero, fecero arrabbiare e affascinarono
anche il mondo dellarte. La cifra stilistica forte, il segno grafico esplosivo
e imprevedibile, la narrazione convulsa, tra il realismo
e la caricatura, collocano
Andrea Pazienza tra i massimi autori della letteratura italiana contemporanea.
La lettura di questi volumi è consigliata a un pubblico adulto.
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Diario di una personale discesa all’inferno,
analisi impietosa di un’esistenza, Pompeo è
la descrizione di una resa di conti spietata e
condotta senza esclusioni di colpi verso se
stessi e il mondo che gira intorno.
Un racconto che è lo specchio, e anche il testamento, di un autore che
ha usato ogni goccia del suo immenso talento per non cedere
a quella omologazione rappresentata dal “lavoro,
il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo,
lo studio, 2+2 fa quattro, sveglia alle otto,
cene d’affari”.
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